COMHARTA
Il cardo viene scelto per ricordare un'invasione di vichinghi danesi, respinta da un gruppo di guerrieri scozzesi svegliati dalle urla di dolore causate da questo fiore spinoso, messi in fuga al grido gaelico "Cha togar m'fhearg gun d'oladh" (in latino "Nemo me impune lacessit", ovvero "Nessuno mi attacca impunemente"). Diviene quindi simbolo di protezione attenta, di bellezza protetta dalla forza, della potente energia maschile che difende la delicata energia femminile. Ispira coraggio e presenza di spirito nelle prove difficili. Il toro, raffigurato sullo stendardo di Scotia, simboleggia la virilità; la forza e il carattere di questo animale ne fanno un simbolo di coraggio e valore in battaglia. Un toro bianco senza macchie era considerato dai celti l'animale sacrificale più gradito agli Dei. |
TREIBH
Gli scotii sono celti devoti agli Dei, in modo particolare alla dea della guerra, al dio dei morti e del mare. Non molto abili come commercianti, hanno però una enorme conoscenza del mare e della navigazione e sfruttano questa loro capacità, unica in tutta l'isola britannica, per combattere e muoversi velocemente da Nord a Sud. La casta sacerdotale scota non è la migliore dell'isola, ma Sacerdotesse e Druidi hanno una forte influenza nelle battaglie, perchè capaci di lanciare terribili maledizioni e potenti magie sui nemici. Il vanto della tribù è però l'esercito, possente e ben preparato, in grado di poter sfidare chiunque osi minare l'indipendenza della Scotia. Questa è una terra ricca di tradizioni, con antichissimi riti, le cui origini si perdono nella notte dei tempi; si dice che i primi abitanti di Scotia fossero dei semi-dei, che ne scelsero le verdi colline come loro dimora: da quegli antichi abitanti discende il nobile popolo di Scotia, gente fiera e indomita, disposta a perdere la vita, ma non l'orgoglio. Prima di Taranis Dé Dánann, sesto Righ di Scotia, questa terra fu retta dal grande Figlio del Tuono Elros Faol, poi da Makena, a cui seguì il mezzo sangue Hector Declan "An Easonóir" (l'indegno), che venne cacciato da Tristan Arbeia "An mór" (il grande), terzultimo Righ di Scotia, succeduto infine da Bart MacKenneth, figlio della Mathàir Glenda ap Corio. |
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La Scotia è una terra sita
nell'estremo Nord dell'isola britannica, ove nelle Highlands riecheggiano
malinconiche melodie suonate da solitari Bardi, accompagnati solo dal
cupo suono dei loro bodhran. Le terre scote sono un susseguirsi di bianche colline e scintillanti fiumi, scorci dell'impetuoso mare del Nord e di verdi vallate ricche di boschi, di conifere e querce, rifugio ideale per gli antichi Druidi in cerca della conoscenza e della verità. Gli incantevoli paesaggi racchiudono in sé la bellezza e la devozione dei suoi abitanti per la Terra Madre. Ogni cosa in Scotia riflette lo spirito dei suoi abitanti: gli Highlander, allo stesso tempo riflessivi e impetuosi, delicati e combattivi. Gli Highlander di Scotia sono persone semplici che vogliono il bene della loro terra, e la rispettano con il cuore e con i gesti. |

COMHALTAS |
Hark when the night is falling,
Hear! hear the pipes are calling, Loudly and proudly calling, Down thro' the glen. There where the hills are sleeping, Now feel the blood a-leaping, High as the spirits of the old Highland men. Towering in gallant fame, High in the misty Highlands Far off in sunlit places |
| vista dell'interno del villaggio |
| "...in una pianura dal sole baciata, la gente del Nord è tutta chierata... Biondi guerrieri ed elmi d'argento... il cerchio e la croce garriscono al vento..." |
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MANAWYDDAN
Il suo corrispondente gallese è Manawyddan Mac Llyr, fratello di Bran il Beato. Ha il potere magico di creare l’illusione (o anche possiede poteri illimitati) ed è strettamente connesso con l’Altromondo. La sua particolarità di cambiare forma mille volte lo rende rappresentante della Vita Unica che si esprime nella molteplicità, e forse è per questo motivo che qualcuno ha voluto vederlo come Signore della Rinascita. Le leggende mitologiche lo descrivono come un grande portatore di anime e generatore di figli. Dona diversi oggetti meravigliosi a Lugh, lo Splendente, prima della battaglia di Mag Tured: Spazzaonde, la barca che non possiede né vela né remi e che è in grado di leggere nel pensiero e portare chi la guida ovunque voglia; il destriero Aenbarr (unico ramo) di cui si narrava “rapido come il vento freddo di primavera, bello come il mare e la terra, in grado di non far uccidere il proprio cavaliere”, capace di muoversi sia sulla terra che sul mare; l’armatura e l’elmo Cennbarr, con una pietra preziosa dietro e due davanti, capace di rendere invisibili; lo scudo di colore blu con il segno dello scarabeo che in seguito passò a Finn mc Cumhaill; la spada Freagarthach-Fragarach (la risponditrice) a cui nessuna corazza poteva resistere; due lance di nome Asta Gialla e Giavellotto Rosso. Oltre a questi oggetti possedeva anche altre spade, una di nome Dioltach (vendicatrice) e altre due che si chiamavano Fraoch Mòr (grande furia) e Frach Beg (piccola furia). Il suo palazzo Emain Ablach (Emain dell’albero di mele) si trova nella Tir Tairnigiri (terra della promessa) ed è sposato con Fand (perla di bellezza). Anche l’isola di Man viene considerata uno dei suoi troni. Appare sempre come un guerriero nobile e di bell’aspetto, ma può cambiare rapidamente forma e guidare il suo carro attraverso le onde come se fossero pianura. Un nome alternativo di Manawyddan è Oirbsen. - Abulafia MacAlpine, antica guida spirituale |
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FLEÁCHAS
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STAIR |
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